Viola Pantano

Vuoto a perdere

La scena si apre su un buio profondo, un limbo nero da cui emergono movimenti e sussurri. Un essere, di un tempo indefinito – forse di un futuro non troppo lontano – cerca faticosamente un cammino. Il suo corpo è appesantito da oggetti, simboli di ciò che ha raccolto nel corso di un’esistenza. L’immagine è disturbata, sgranata, come attraversata da interferenze. La sua voce, inizialmente confusa, si fa via via più nitida: un flusso di coscienza disordinato e incalzante, tra colpe, domande, paure e verità. Lo spettatore è trascinato in quel vortice, riflesso delle nostre fragilità. Nel crescendo di luce e voce appare un’altra figura: forse l’anima, forse la coscienza. Lo alleggerisce, gli toglie di dosso quei pesi. Ma la liberazione non è redenzione: è consapevolezza. Il finale non offre consolazione, ma un’urgenza: essere qui, ora, attivi, presenti. Viola Pantano è un'artista italiana nota per il suo lavoro nel campo delle arti visive, che include performance art, fotografia, video e installazioni. Nata nel 1987, Pantano si distingue per un approccio multidisciplinare, esplorando temi come l'identità, la memoria, il corpo e il rapporto tra l'individuo e lo spazio circostante.